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May 20 CREAZIONISMO, O EVOLUZIONISMO??
(Testo tratto dal corso IBEI di Apologetica - prossimamente su CD) Presupposti accanitiL'era moderna, caratterizzata da grandi scoperte scientifiche, ha rifiutato i miti e le teorie immaginative dei presocratici e le spiegazioni "religiose", ha messo in ridicolo qualsiasi modello cosmogonico che non venga presentato nella forma e nel linguaggio della scienza moderna e ha praticamente abolito dal linguaggio scientifico qualsiasi riferimento al soprannaturale e al trascendente. Dire "religione" equivale dire "non intellettuale". Insegnare nelle scuole l'ipotesi creazioniste è parificato a spiegare che i bambini vengono al mondo sotto le zucche o portati dalle cicogne. Uno dei problemi maggiori nel modello evoluzionistico moderno si trova nell'accanimento dei suoi presupposti. Il vero contesto di questa teoria infatti non è rigorosamente scientifico quanto filosofico. La realtà era che l'uomo non voleva che ci fosse un Dio creatore e cercava un modello alternativo a quello creazionista per spiegare l'origine delle cose. Richard Dawkins, uno zoologo di Oxford e ateo bellicoso, afferma nel suo trattato The Blind Watchmaker (un testo di biologia che somiglia di più ad un'apologetica per l'ateismo) che: "Darwin ha reso possibile la realizzazione intellettuale degli atei". Egli prosegue affermando: "... chiunque dice di non credere nell'evoluzione è una persona ignorante, stupida o folle (o forse malvagia)". L'inchiostro non era ancora asciutto sull'Origine della Specie, che chi non voleva credere in Dio intuì l'alibi formidabile rappresentato dall'evoluzionismo. Avendo accettato a priori quella che, all'epoca, era una semplice ipotesi scientifica basata su relativamente poche osservazioni, la comunità scientifica si mise al lavoro per cercare evidenze a sostegno per la propria teoria. Il lavoro fatto così a posteriori non fu dunque caratterizzato dall'obiettività e dallo scrupolo scientifico presunto. La conclusione era raggiunta prima di iniziare l'investigazione, e da allora difficilmente nuovi sviluppi investigativi sono riusciti a scuotere il teorema. La National Academy of Sciences ha decretato che l'ipotesi della creazione è da considerarsi non scientifica in quanto si appella a spiegazioni soprannaturali non comprensibili dalla mente umana. Il presupposto è evidente: solo la scienza ci può dire la verità sulla realtà; se la mente umana non può comprendere determinati aspetti non può essere scientifico. Le lacune di questo presupposto sono evidenti: ci sono altri mezzi per capire la verità oltre il positivismo scientifico e comunque anche la scienza stessa ammette di credere in cose difficilmente comprensibili alla mente umana. Il problema è che non esistono molte altre teorie sulle origini. Se non è l'evoluzione, è la creazione. Se non è la creazione, è l'evoluzione o qualcosa del genere. Ciò rende difficile fare una valutazione obiettiva sul valore dell'evoluzione, in quanto appena si minano alcune delle affermazioni evoluzionistiche o si producono evidenze che mettono in serie difficoltà la teoria, si alzano gli scudi di coloro che rifiutano di credere. L'opinione prevalente è che l'ipotesi dell'evoluzione, per quanto imperfetta, è la migliore di cui si dispone (leggi: "l'unica che ci permette di non credere in Dio") per cui va insegnata come la verità. In senso legale è come mettere in carcere un imputato senza evidenze a suo carico, in attesa che egli riesca a dimostrare chi sia il vero colpevole. Il dibattito tra evoluzione e creazione in realtà si svolge in un contesto logico, legale e filosofico dove la scienza è un semplice testimone il cui racconto viene interpretato a secondo del teorema dominante. L'evoluzionista T.X. Huxley, quando interrogato intorno al valore scientifico dell'evoluzionismo, era solito usare il cosidetto Bulldog di Darwin, ossia la domanda: "Qual è la tua alternativa?" Per sostantivare l'ipotesi evoluzionista, le motivazioni abbondano; ciò che manca sono i fatti. Colin Patterson, paleontologo e autore del testo ufficiale sull'evoluzione della British Natural History Museum, pur essendo un evoluzionista, ammette di dubitare della possibilità di avere una conoscenza sicura e certa del valore di questa ipotesi. E' a suo avviso un fatto principalmente di fede. I fatti dell'evoluzione non hanno alcun senso o valore al di fuori di un teorema dominate. Osservare similitudini tra le composizioni vertebrali di uomini e pesci, può semplicemente significare che ci sono similitudini tra queste due specie, e non necessariamente che una è evoluta dall'altra attraverso mutamenti graduali e progressivi. Nel contesto di un convegno Patterson sfidò i suoi colleghi evoluzionisti a dirgli una cosa, anche una sola, che si poteva sapere di certo e di vero sull'evoluzione. Dopo un lungo ed imbarazzante silenzio, l'unica risposta che giunse dal prestigioso uditorio fu: "L'unica cosa certa dell'evoluzione è che non dovrebbe essere insegnata nei licei". Altri dubbi prestigiosi:
May 16 A Wild Kind of Christian
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